Intervista a Ottaviano Cristofoli

In Friuli Venezia-Giulia sono nati non pochi trombettisti validissimi che si sono poi distinti a livello internazionale. Tra questi sicuramente spicca Ottaviano Cristofoli ora di stanza in Giappone.

  • Con chi hai imparato a suonare?

Ho iniziato a suonare con il Sax a sei anni, e solo successivamente la tromba. Posso peró dire che il mio primo insegnante di tromba è stato Fabiano Cudiz che insegnó al conservatorio di Udine per due anni

  • Quali sono stati gli insegnanti per te più importanti (non necessariamente trombettisti)?

Ci sono stati vari insegnanti che hanno segnato profondamente il mio percorso. Ognuno ha contribuito con qualcosa che poi è diventato parte del mio suonare.
Sicuramente Fabiano Cudiz, essendo stato il mio primo insegnante, ha costruito le basi non solo tecniche che mi sono servite in tutta la mia carriera.
Sono stati molto cruciali anche altri maestri in altri momenti. Infatti il “quando” si apprende una determinata nozione da un insegnante è fattore determinante.
Non sempre un buon consiglio o insegnamento arriva al momento giusto, a volte questo consiglio rimane da qualche parte nella nostra memoria per qualche anno e poi si fa vivo e se ne capisce l’utilità solo anni più tardi. Un’altra cosa interessante forse é che dalla giovanile in poi i miei insegnanti sono stati non trombettisti: Rex Martin (tuba), Dale Clevenger (corno), Roger Bobo (tuba) ecc. per qualche anno ho preferito ricevere consigli slegati e non condizionati dalle limitazioni tecniche della tromba. Fino a qualche anno fa, quando ho sentito il bisogno di focalizzare di nuovo l’attenzione su aspetti esclusivamente trombettisti

  • In che ambiti musicali lavori attualmente (fai pure un elenco delle formazioni con una breve descrizione) e qual è la tua direzione (in altre parole qual è la cosa che preferisci suonare), fai anche un breve excursus della carriera fatta che ti ha portato al presente

Attualmente (da 12 anni) sono prima tromba della Japan Philarmonic Orchestra, ho fatto parte di altre orchestre in passato e anche attualmente collaboro saltuariamente con altre formazioni.
Da qualche anno ho iniziato un progetto da solista, registrando l’anno scorso il mio secondo CD.
Sono membro di un gruppo giapponese che si chiama Samurai brass, e che mi ha avvicinato alla musica commerciale e aiutato ad entrare nel mondo delle registrazioni commerciali (Telefilm, Film , Pubblicità).
Tutti questi cambi di genere e stile hanno contribuito a farmi crescere tecnicamente e anche musicalmente. Provo enorme soddisfazione a suonare generi diversi e strumenti con setup non orchestrali. Sono anche direttore artistico di un progetto che si chiama Music System che mi appassiona e da molte soddisfazioni.

  • Come organizzi il tuo studio quotidiano sullo strumento? (dividi tecnica, improvvisazione/interpretazione o tendi ad unirle? Studi ogni giorno più o meno per lo stesso tempo? Dedichi lo stesso tempo ad ogni esercizio o non hai paura di tralasciare qualcosa se l’approfondimento di un aspetto è proficuo in quella giornata?

Per quasi tutta la mia vita trombettistica ho mantenuto una routine pensata e programmata a tavolino. Ho cercato di organizzare sulla carta gli esercizi e argomenti che bisogna toccare durante un periodo di tre o quattro giorni.
Da circa tre anni ho inserito alla mia routine giornaliera il riscaldamento del metodo Caruso. Che ha drasticamente cambiato il mio approccio con lo strumento.
Il metodo Caruso sintetizza e isola la tecnica permettendo di concentrarsi su quegli aspetti per poi liberamente pensare alla musica.

Seguo un ordine rigido, condivido l’idea esposta dal maestro Eishenbach un giorno a prove, durante una prova in accademia in Germania. La routine è l’anima della creativitá.

  • Elencare gli esercizi che fai quotidianamente (se ci sono esercizi che fai ogni giorno uguali scrivi quali sono, se invece sono una categoria di esercizi che cambi sempre basta dire che tipo sono es. flessibilità). Per ogni esercizio spiega PERCHÈ LO FAI, COME LO FAI, QUALI BENEFICI TI PORTA, DA CHI O COME L’HAI APPRESO

Inizio con una routine del Caruso. Dopodiche inserisco delle scale, molto melodiche, o dello stamp.
articolazione.
flessbilitá.
poi vari esercizi che devono variare ogni giorno.

  • Quale secondo te è l’aspetto più importante da curare e sviluppare giorno per giorno (non necessariamente legato alla tecnica, può essere il suono o la respirazione ma anche il fraseggio, la musicalità, l’ascolto etc)

La cura del suono. Sicuramente. Poi tutti gli altri aspetti come intonazione dinamiche ecc.
Per i principianti invece la cura del suono deve essere, secondo me, posticipata ad una fase successiva. Bene avere da subito, invece, le idee chiare sull’imboccatura e posizione della lingua.

Naturalmente allo studio tecnico dello strumento ci deve essere un lavoro enorme che richiede anni e che non arriva mai ad un termine, di studio e conoscenza della musica.

  • Quali sono le altre attività che svolgi regolarmente connesse o utili al tuo lavoro ma senza lo strumento in mano? Perché le fai? Quanto tempo ci dedichi? (Composizione, arrangiamento, booking, management, public reletions, ascolto attento alla musica etc.)

Un po’ di attivitá fisica aiuta sicuramente. Su consiglio di un amico medico, dopo qualche problema ad una spalla/ clavicola, chi suona la tromba sa benissimo di cosa si tratta, ho iniziato a praticare esercizi del pilates giornalmente.
Aiutano molto la postura e allo sviluppo di muscoli che aiutano a mantenere la postura corretta mentre si suona.

il lavoro di solista deve essere affiancato ad un grande lavoro di immagine e cura della presenza on line.

Il mantenimento della pagina youtube, mantenimento delle piattaforme social sono punti fondamentali per l’esercizio di attivitá extraorcehstrali


otto-trumpet.com

Intervista a Mirko Cisilino

Mirko Cisilino, classe 1986, è un trombettista, compositore e arrangiatore con base a Udine, ma con un’attività musicale molto densa, variegata e diffusa in tutta Europa.

  • Con chi hai imparato a suonare?

Ho cominciato a suonare la tromba in prima media con Fabrizio Fontanot: allora c’era l’orchestra fiati a scuola, sceglievi lo strumento, ti dava un foglio con il solfeggio Gordon (per imparare da soli a leggere le parti) e ti insegnavano la pernacchia (“pensa di avere una briciola sulle labbra e di ?sputarla fuori) e la scala di do. Poi man mano si imparavano bemolli e diesis man mano che li si incontrava alle prove. Prima media facevo la terza tromba, poi salivi di rango e a Natale della seconda le prime trombe facevano la consegna delle prime parti per l’anno successivo.

  • Quali sono stati gli insegnanti per te più importanti (non necessariamente trombettisti)?

Fabrizio Fontanot: più che insegnarmi i primi rudimenti di tromba, mi ha insegnato molto sulla musica (siamo esseri umani prima che musicisti, la musica è uno specchio di come siamo) e già alle medie, interessandomi la struttura e “il fare” della musica , mi dava gli esercizi del Piston per imparare l’armonia.Oltretutto con la banda negli anni successivi ci faceva leggere un sacco di musica a prima vista; oggi son una scheggia in questo anche grazie a quegli anni.
Kyle Gregory: mi ha insegnato l’importanza di sentire la musica dentro, il cantare e l’intenzione! (Bill Adam, suo maestro, diceva sempre “set your self on fire” – infiammati!: negli anni ho capito quanto questo sia necessario visto che l’emoziona influisce molto sull’uso dell’aria, per cui necessario avere la giusta attitudine nello studio e nella performance) Bruno Cesselli: grazie a lui mi si è ulteriormente aperta la visione armonica della musica grazie ad un sistema di analisi basato sulla semplicità: ricordo un giorno di tanti anni fa in cui ho capito che si poteva fare qualunque nota su qualunque accordo: anche qui l’intenzione regna, cioè che dipende da dove arrivi e dove vai.Luca Bastiancich: l’importanza dell’aria e del relax nell’uso di essa e come tutto si sistema quando la si usa propriamente (come quando si canta)

  • In che ambiti musicali lavori attualmente (fai pure un elenco delle formazioni con una breve descrizione) e qual è la tua direzione (in altre parole qual è la cosa che preferisci suonare)

Franco D’andrea: improvvisazione sviluppando intervalli (orecchio relativo 100%) https://youtu.be/qJOMxpNC7yg

C’mon Tigre: pop/free/elettro, suono tromba corno, moog e backvocals – a momenti corno con una mano e moog con l’altra (polistrumentismo) https://youtu.be/3n1Vbpa1Op0

Maistah Aphrica: afro/rock/jazz, tromba trombone e corno (polistrumentismo e gran capacità ritmica) https://youtu.be/ZQCoRODXY9Q

Freelance: esser pronti a tutto (prima vista melodica, armonica, ritmica)

Effetto Carsico: mia musica, per cui ricerca interna di ciò di cui ho bisogno https://youtu.be/tnH7VK_Hr3E

La mia direzione sono mille direzioni: man mano che cresco maturano le mie idee sulla vita e quindi anche sulla musica e da sè si palesano le sfide, i limiti da superare strumentalmente e non solo.

  • Come organizzi il tuo studio quotidiano sullo strumento?

Cerco di fare un’oretta al giorno di tromba, coprendo il più possibile tutti gli aspetti (se passa qualche giorno che non faccio una cosa, cerco di coprirla appena possibile). Poi prendo trombone o corno per un’altra oretta. A volte cerco di mescolare (mezz’ora a strumento) per abituarmi nel cambio bocchino.Suono ogni giorno almeno una mezz’oretta di piano.Negli ultimi anni faccio poca impro con la tromba, cerco invece di farlo con il piano: questo mi aiuta con l’orecchio e con la musica in genere: vedo che se hai l’idee chiare e sai cantare di tutto, imparare o cambiare strumento non è poi così difficile. Ad ogni modo è per me necessario cambiare qualcosa ogni giorno nelle mie routine: ho un apprendimento veloce per cui poi rischio di annoiarmi e quindi distrarmi.

  • Elencare gli esercizi che fai quotidianamente. Per ogni esercizio spiega PERCHÈ LO FAI, COME LO FAI, QUALI BENEFICI TI PORTA, DA CHI O COME L’HAI APPRESO

GIORNATA DI STUDIO: Respirazione: sacca da 6 litri (inspirazione piena e relativamente veloce, espirazione più lenta e lunga possibile – per evitare overblowing).
Bocchino 10/15min: mi centra e mi fa capire come sta il mio sistema e per cui come mi dovrò comportare con il warm up, Luca Bastiancich. Bending 5/10min: mi rilassa e assicura l’uso dell’aria, Luca Bastiancich. Chikovicz 10min : a ventaglio fin dove arrivo, orizzontalità dell’aria e accelerazione (in equilibrio con l’uso delle labbra (allarga e restringi foro) per evitare pressione su di esse) Luca Bastiancich e Charlie Green (2006 Amsterdam).
Flessibilità 15/20min : cambio ogni giorno; solo flessibilità (spesso mescolando le posizioni – esercizi imparati dai trombonisti!) , oppure mescolando con staccato, (colin, schlossberg, inventati). Staccato: ogni giorno mi invento qualcosa di diverso a seconda della musica che ho da preparare per il lavoro; doppio triplo (perchè mi equilibrano nell’uso dell’aria e soprattutto nel registro acuto per non chiudere troppo). Lettura e/o improvvisazione. Cambio strumento: con corno o trombone, dopo aver fatto tromba, tendo a suonare prima un pò il bocchino e poi faccio un pò come sopra, ma quasi sempre con melodie che mi invento alla giornata (ma seguendo gli stessi concetti di canto, orizzontalità dell’aria).

GIORNATA DI PROVE: tutto quello sopra un pò più corto e senza troppi estremi (dipende da cosa devo provare, a volte routine piena).

GIORNATA DI CONCERTO: tutto quello sopra un pò più rilassato, più pausette.

  • Quale secondo te è l’aspetto più importante da curare e sviluppare giorno per giorno?

Le cose che non si sanno; creare nuove abitudini, Jacobs: non sistemare le vecchie abitudini (sennò le tieni vive), lavora invece a nuove abitudini).

Creatività: inventarsi esercizi sui concetti (flessibilità, staccato etc…) per mantenere viva l’attenzione e concentrazione e allenarsi a esser pronti a tutto (oltretutto si impara a scrivere esercizi ad personam per gli allievi e per se stessi).

  • Quali sono le altre attività che svolgi regolarmente connesse o utili al tuo lavoro ma senza lo strumento in mano? Perché le fai? Quanto tempo ci dedichi?

Studio dell’armonia e composizione e sviluppo dell’orecchio; se uno ti dice “che bella giornata” capisci quello che ha detto, più o meno, e c’è qundi una comunicazione base; se uno suona una quinta giusta (o qualunque altro intervallo) e tu non lo capisci, come può esserci una comunicazione? Credo che il musicista professionista DEBBA saper riconoscere gli intervalli, perchè sono come l’ABC di una lingua!

Ufficio: agenda, organizzazione prove e concerti.

Cultura: leggere, informarsi, avere una propria ricerca legata alla vita e alla natura e alla comprensione di stessi (e di conseguenza all’ascolto degli altri; siamo bestie di questo universo e abbiamo bisogno di capirlo ogni giorno di più e la musica (e tutto ciò che facciam) ne gioverà (la nostra musica è specchio di ciò che siamo).